Roma 22/02/2008(ANSA) - MILANO, 20 FEB - Michela Vittoria Brambilla e MarcelloDell'Utri saranno candidati in Lombardia per il Pdl, rispettivamente alla Camera e al Senato. Berlusconiani di ferro, non sempre si sono visti con simpatia. Per il bene della causa sembra che ora abbianodeciso di abbandonare la polemica sulla primogenitura dei circoli e iloro obiettivi: culturali quelli di Dell'Utri, politici, invece, quelli della Brambilla.
DELL'UTRI MARCELLO:Condanna definitiva di 2 anni e 3 mesi di reclusione per frode fiscalee false fatture.Condanna di primo grado a 9 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa.È stato condannato in primo grado a Milano a due anni di reclusione per tentata estorsione ai danni di Vincenzo Garraffa (imprenditoretrapanese), con la complicità del boss Vincenzo Virga (trapanese anche lui). Il 15 maggio 2007 la terza corte d'appello di Milano conferma la condanna a due anni.
(ANSA) - ROMA, 21 FEB - No ai candidati con procedimenti penali in corso. E' una delle regole per la formazione delle liste elettoralidel Pdl. L'indicazione e' contenuta in una lettera che Sandro Bondi, coordinatore di Fi, ha inviato a coordinatori regionali e membri delcomitato candidature: ''Eventuali procedimenti penali che riguardano nostri parlamentari o eventuali candidati, esclusi quelli che hanno un'origine politica, costituiscono un motivo sufficiente di esclusione dalle liste''.
Questi due dispacci ANSA sono emblematici riguardo al tipo di risposta che il Pdl ha voluto dare al Pd sulla non candidabilità alle politiche del 2008 di inquisiti o condannati. Addirittura prima, in data 20 febbraio, si candida al Senato un condannato e pluriinquisito come Dell'Utri, il giorno seguente si comunica l'indisponibilità, da parte del Pdl, a candidare persone con procedimenti penali in corso o, chiaramente, condannate in via definitiva: ma sicuramente i suoi guai giudiziari hanno un origine politica!! Bisogna sottolineare poi i numerosissimi rappresentanti del Pdl, della scorsa legislatura, anch'essi inquisiti o condannati; verranno anche loro ricandidati in nome di una persecuzione politica in atto nel nostro Paese? Non mi addentrerei sul curriculum giudiziario del Cavaliere, che oltre ad avere una amnistia, sei prescrizioni, un reato depenalizzato da lui stesso e un processo abolito per legge, ha due procedimenti in corso e uno sospeso in Spagna. Sicuramente per l'entourage del Cavaliere,tutte queste azioni legali nei confronti di Berlusconi hanno,anch'esse un origine politica, l'ex Presidente del Consiglio è una vittima della "magistratura rossa" e questo pensiero è ben dimostrato dai cinque anni di governo della CDL, nei quali si è speso più tempo a votare leggi per gli interessi del Cavaliere che non a pensare agli interessi ed ai problemi gravi del Paese: i risultati purtroppo sono ben evidenti a tutti.Sarebbe interessante chiedere a Bondi cosa intende per procedimenti penali di origine politica, ma penso che ben presto, con le liste ufficiali al completo dei candidati alle politiche del 2008, sapremo finalmente che parametri vengono usati dal Pdl per decidere i propri candidati: come inizio non c'è male direi....
Luca Teolato
sabato 23 febbraio 2008
in ricordo di enzo biagi
Roma 16 febbraio 2008
Il Cavaliere ieri, al programma TV7 di Raiuno, ha detto che si è battuto perchè Biagi non lasciasse la televisione, ma alla fine ha prevalso nel giornalista il desiderio di poter essere liquidato con un compenso molto elevato. Certamente Berlusconi in questi anni ci ha abituato alle affermazioni più bizzarre e ridicole, spesso siamo rimasti basiti davanti a certe sue dichiarazioni, ma questa volta penso che abbia superato ogni limite della decenza. Vorrei ricordare al Cavaliere, che prima di tutto la sua frase cozza con un dato storico inconfutabile: c'è una lettera di Enzo Biagi, mandata al direttore generale Saccà, nella quale il giornalista, dopo essersi battuto per rimanere alla Rai, chiede di poter lavorare a Raitre con lo stipendio equivalente a quello dell'ultimo giornalista assunto, e che il detto stipendio sia spedito ogni mese ad un istituto di ricovero per persone anziane a Vidiciatico (BO). Il Direttore Generale, lo stesso coinvolto nelle intercettazioni con il Cavaliere per raccomandazioni varie, dove dimostra la sua totale fedeltà e sottomissione all'ex Presidente del Consiglio, alla fine licenzia Biagi con una raccomandata. Penso che questo dato storico parli da se, sulla professionalità e l'amore che quest'uomo aveva per il proprio lavoro; altro che liquidazione. Eliminato ogni dubbio sulle motivazione della scomparsa di Biagi dai palinsesti televisivi, anche se ciò è abbastanza chiaro a tutti da anni, vorrei dire al signor Berlusconi che non tutti ragionano in funzione dei soldi: tanta gente ha passione, professionalità, amore, voglia di cambiare le cose, e non vive in funzione di guadagni sempre maggiori e consistenti ma in funzione di altri valori e parametri di vita.
L'ultima osservazione che volevo fare, che a mio avviso è la più importante, riguarda le modalità ed il contesto nel quale il Cavaliere ha espletato le sue affermazioni: in piena campagna elettorale strumentalizza una vicenda, qual'è l'Editto bulgaro, stravolgendone come suo solito i fatti, e soprattuto infangando la memoria di una persona che non c'è più e che non può rispondere a delle accuse così infamanti e indegne; tutto ciò è inaccettabile e vergognoso. C'è stata la reazione dei familiari, lo sdegno della gente comune c'è e ci sarà, e sicuramente rimarrà il ricordo di una persona, di un giornalista che ha svolto il proprio dovere sino alla fine, con modestia, semplicità e onestà intellettuale che tutto il mondo gli riconosce. Non sono altrettanto sicuro che vi saranno i medesimi sentimenti e la medesima considerazione per il Cavaliere quando passerà a miglior vita: la storia è e sarà sempre presente a testimoniare per l'uno e per l'altro, e credo che mi darà ragione.
Luca Teolato
http://www.democrazialegalita.it/lettori/LettereDicembre2007_gennaio2008.htm
Il Cavaliere ieri, al programma TV7 di Raiuno, ha detto che si è battuto perchè Biagi non lasciasse la televisione, ma alla fine ha prevalso nel giornalista il desiderio di poter essere liquidato con un compenso molto elevato. Certamente Berlusconi in questi anni ci ha abituato alle affermazioni più bizzarre e ridicole, spesso siamo rimasti basiti davanti a certe sue dichiarazioni, ma questa volta penso che abbia superato ogni limite della decenza. Vorrei ricordare al Cavaliere, che prima di tutto la sua frase cozza con un dato storico inconfutabile: c'è una lettera di Enzo Biagi, mandata al direttore generale Saccà, nella quale il giornalista, dopo essersi battuto per rimanere alla Rai, chiede di poter lavorare a Raitre con lo stipendio equivalente a quello dell'ultimo giornalista assunto, e che il detto stipendio sia spedito ogni mese ad un istituto di ricovero per persone anziane a Vidiciatico (BO). Il Direttore Generale, lo stesso coinvolto nelle intercettazioni con il Cavaliere per raccomandazioni varie, dove dimostra la sua totale fedeltà e sottomissione all'ex Presidente del Consiglio, alla fine licenzia Biagi con una raccomandata. Penso che questo dato storico parli da se, sulla professionalità e l'amore che quest'uomo aveva per il proprio lavoro; altro che liquidazione. Eliminato ogni dubbio sulle motivazione della scomparsa di Biagi dai palinsesti televisivi, anche se ciò è abbastanza chiaro a tutti da anni, vorrei dire al signor Berlusconi che non tutti ragionano in funzione dei soldi: tanta gente ha passione, professionalità, amore, voglia di cambiare le cose, e non vive in funzione di guadagni sempre maggiori e consistenti ma in funzione di altri valori e parametri di vita.
L'ultima osservazione che volevo fare, che a mio avviso è la più importante, riguarda le modalità ed il contesto nel quale il Cavaliere ha espletato le sue affermazioni: in piena campagna elettorale strumentalizza una vicenda, qual'è l'Editto bulgaro, stravolgendone come suo solito i fatti, e soprattuto infangando la memoria di una persona che non c'è più e che non può rispondere a delle accuse così infamanti e indegne; tutto ciò è inaccettabile e vergognoso. C'è stata la reazione dei familiari, lo sdegno della gente comune c'è e ci sarà, e sicuramente rimarrà il ricordo di una persona, di un giornalista che ha svolto il proprio dovere sino alla fine, con modestia, semplicità e onestà intellettuale che tutto il mondo gli riconosce. Non sono altrettanto sicuro che vi saranno i medesimi sentimenti e la medesima considerazione per il Cavaliere quando passerà a miglior vita: la storia è e sarà sempre presente a testimoniare per l'uno e per l'altro, e credo che mi darà ragione.
Luca Teolato
http://www.democrazialegalita.it/lettori/LettereDicembre2007_gennaio2008.htm
Iscriviti a:
Post (Atom)