lunedì 13 luglio 2009

7 domande a Berlusconi, niente veline ma mafia, riciclaggio ecc..

Sette domande - I
Sette domande al Primo Ministro italiano, Signor Silvio Berlusconi





Al Primo Ministro della Repubblica Italiana sono state rivolte dieci domande circa le sue relazioni con una ragazza minorenne invitata più volte anche a cene ufficiali. Fino ad ora si è rifiutato di rispondere. Si potrebbe fare uno sconto al Signor Silvio Berlusconi, chiedendogli di rispondere a sette domande.



Signor Berlusconi,

potrebbe rispondere pubblicamente a queste domande?




Premessa:




La Banca Rasini di Milano, di proprietà negli anni ’70 di Carlo Rasini, è stata indicata da Sindona e in molti documenti ufficiali di magistrati che hanno indagato sulla mafia, come la principale banca utilizzata dalla mafia per il riciclo del denaro sporco nel Nord - Italia.

Di questa Banca sono stati clienti Pippo Calò, Totò Riina e Bernardo Provenzano, negli anni in cui formavano la cupola della mafia.

In quegli stessi anni il Sig. Luigi Berlusconi lavorava presso la Banca, prima come impiegato, poi come Procuratore con diritto di firma e infine come Direttore.






1) Nel 1970, il procuratore della banca Luigi Berlusconi ratifica un'operazione molto particolare: la banca Rasini acquisisce una quota della Brittener Anstalt, una società di Nassau legata alla Cisalpina Overseas Nassau Bank, nel cui consiglio d'amministrazione figurano Roberto Calvi, Licio Gelli, Michele Sindona e monsignor Paul Marcinkus. Questo Luigi Berlusconi, procuratore con diritto di firma della banca Rasini, era suo padre?



2) Sempre intorno agli anni ’70 il Sig. Silvio Berlusconi ha registrato presso la banca Rasini ventitré holding come “negozi di parrucchiere ed estetista”, è lei questo Signor Silvio Berlusconi?



3) Lei ha registrato presso la banca Rasini, ventitré “Holding Italiane” che hanno detenuto per molto tempo il capitale della Fininvest, ed altre 15 Holding, incaricate di operazioni su mercati esteri. Le ventitré holding di parrucchiere, che non furono trovate ad una prima indagine della guardia di finanza, e le ventitré Holding italiane, sono la stessa cosa?



4) Nel 1979 il finanziere Massimo Maria Berruti che dirigeva e poi archiviò l’indagine della Guardia di Finanza sulle ventitré holding della Banca Rasini, si dimise dalla Guardia di Finanza. Questo signor Massimo Maria Berruti è lo stesso che fu assunto dalla Fininvest subito dopo le dimissioni dalla Guardia di Finanza, fu poi condannato per corruzione, eletto in seguito parlamentare nelle file di Forza Italia, e incaricato dei rapporti delle quattro società Fininvest con l’avvocato londinese David Mills, appena condannato in Italia su segnalazione della magistratura inglese?



5) Nel 1973 il tutore dell’allora minorenne ereditiera Anna Maria Casati Stampa si occupò della vendita al Sig. Silvio Berlusconi della tenuta della famiglia Casati ad Arcore. La tenuta dei Casati consisteva in una tenuta di un milione di metri quadrati, un edificio settecentesco con annesso parco, villa San Martino, di circa 3’500 metri quadri, 147 stanze, una pinacoteca con opere del Quattrocento e Cinquecento, una biblioteca con circa 3000 volumi antichi, un parco immenso, scuderie e piscine. Un valore inestimabile che fu venduto per la cifra di 500 milioni di lire (250'000 euro) in titoli azionari di società all'epoca non quotate in borsa, che furono da lei riacquistati pochi anni dopo per 250 milioni.(125'000 euro). Il tutore della Casati Stampa era un avvocato di nome Cesare Previti. Questo avvocato è lo stesso che poi è diventato suo avvocato della Fininvest, senatore di Forza Italia, Ministro della Difesa, condannato per corruzione ai giudici, interdetto dai diritti civili e dai pubblici uffici, e che lei continua a frequentare?




6) A Milano, in via Sant’Orsola 3, nacque nel 1978 una società denominata Par.Ma.Fid. La Par.Ma.Fid. è la medesima società fiduciaria che ha gestito tutti i beni di Antonio Virgilio, finanziere di Cosa Nostra e riciclatore di capitali per conto dei clan di Giuseppe e Alfredo Bono, Salvatore Enea, Gaetano Fidanzati, Gaetano Carollo, Carmelo Gaeta e altri boss – di area corleonese e non – operanti a Milano nel traffico di stupefacenti a livello mondiale e nei sequestri di persona. Signor Berlusconi, importanti quote di diverse delle suddette ventitré Holding verranno da lei intestate proprio alla Par. Ma.Fid. Per conto di chi la Par.Ma.Fid. ha gestito questa grande fetta del Gruppo Fininvest e perché lei decise di affidare proprio a questa società una parte così notevole dei suoi beni?



7) Signor Berlusconi da dove sono venuti gli immensi capitali che hanno dato inizio, all’età di ventisette anni, alla sua scalata al mondo finanziario italiano?






Vede, Signor Berlusconi, tutti gli eventuali reati cui si riferiscono le domande di cui sopra sono oramai prescritti. Ma il problema è che i favori ricevuti dalla mafia non cadono mai in prescrizione, i cittadini italiani, europei, i primi ministri dei paesi con cui lei vuole incontrarsi, hanno il diritto di sapere se lei sia ricattabile o se sia una persona libera.




P.S. Dato che lei è già stato condannato in via definitiva per dichiarazioni false rese ad un giudice in un tribunale, dovrebbe farci la cortesia di fornire anche le prove di quello che dice, le sole risposte non essendo ovviamente sufficienti.

venerdì 23 maggio 2008

GIUDICATE VOI....

GIUDICATE VOI.....
20/03/08

09:46 Berlusconi: "Dopo mio annuncio Air France rinuncerà"
Dopo l'annuncio della mia contrarietà, Air France rinuncerà alla partita su Alitalia lasciando spazio all'ingresso di Air One, "la cui regia nell'operazione considero indispensabile. Tale operazione sarà sostenuta dall'aiuto di una cordata di banche, tra le quali potrebbe esservi Banca Intesa, il cui cda dovrebbe decidere domani, e di altri imprenditori, tra i quali vi potrebbero essere anche i miei figli". Lo ha detto il leader del Pdl Silvio Berlusconi conversando con i giornalisti a margine della festa di compleanno di Bobo Maroni.
12:34 Berlusconi: "Air France arrogante, proposta irrecivibile"
"Air France è arrogante e la sue proposta è irricevibile". Lo ha ribadito Silvio Berlusconi. "Un Paese che vuole essere protagonista nel mondo - dice il leader Pdl - non può rinunciare a una compagnia di bandiera".
15:32 Tabacci: "Francesi ci tolgono castagne dal fuoco"
''I francesi ci tolgono le castagne dal fuoco. E d'altra parte, la rana non si poteva mangiare il gigante''. E' quanto ha affermato Bruno Tabacci della Rosa Bianca. ''Raccogliamo i frutti di una gestione fallimentare - ha aggiunto Tabacci - durata dieci anni e finita in mano ai sindacati: ora bisogna bloccare l'indebitamento ed avviare una grossa ristrutturazione industriale''.
21/03/08
12:37 Berlusconi: "O si fa Alitalia o si muore"
"Ormai sono impegnato io, quindi si fa". Così Silvio Berlusconi, uscendo da Palazzo Grazioli, replica ai cronisti che gli chiedono quanto sia probabile una cordata italiana per Alitalia. E fa una battuta: "Ho fatto appello all'orgoglio degli imprenditori italiani che ritengono, come me, che non possono essere colonizzati perché qui o si fa Alitalia o si muore".
13:50 Veltroni: "Non mettere Alitalia nel tritacarne elettorale"
"Bisogna evitare di mettere Alitalia nel tritacarne della campagna elettorale, perchè stiamo parlando del destino non solo della compagnia nazionale, ma di migliaia e migliaia di lavoratori di Alitalia, Malpensa, Fiumicino e dell'indotto". Lo ha detto ai microfoni del Tg1 il candidato premier del Pd, Walter Veltroni.
14:34 Berlusconi: "La cordata italiana in pochi giorni"
"Penso ci sia la possibilità di concretizzare una cordata italiana in pochi giorni: sono fiducioso e credo anche che si possa fare con il sostegno di importanti istituti di credito". Così Berlusconi commenta con i giornalisti l'indicazione che viene da Air France.
16:14 Bonelli: "Berlusconi non è credibile"
"Berlusconi non è credibile - dice Angelo Bonelli, capogruppo dei Verdi alla Camera - ha governato per 5 anni ed è, insieme ad altri, uno dei principali responsabili dello sfascio di Alitalia. Solo ora, in campagna elettorale, si accorge che Alitalia va salvata. Peccato che quando ha governato ha lasciato la compagnia scivolare verso il baratro, creando le condizioni del fallimento".

16:54 Prodi: "Non parlo perché c'è procedura in corso"
"Non parlo perché c'è una procedura in corso; se ci sono altre proposte vedremo. E' ora di essere seri": così Romano Prodi ai giornalisti a Bologna commenta la vicenda Alitalia.
18:31 Berlusconi: "In 3-4 settimane proposta cordata"
"C'è la possibilità che importanti imprenditori italiani si facciano avanti, assistiti da importanti banche; occorre il tempo per accordarsi e conoscere i dati del gruppo. Alla fine di queste tre o quattro settimane la cordata presenterà una proposta definitiva che penso e spero possa risolvere la situazione". Lo ha detto Silvio Berlusconi a Sky Tg24.
18:50 Casini: "Berlusconi dice le stesse cose da 4 anni"
"Dopo 4 anni, sempre le stesse cose su Alitalia": nel corso di una manifestazione a Perugia, Casini legge il testo di una dichiarazione rilasciata da Berlusconi nel 2004 in cui l'allora premier affermava che "per fortuna di Alitalia c'è il signor Berlusconi che impiegherà tutto il suo talento per risolvere un problema che altri non hanno saputo risolvere". "E' una dichiarazione di quattro anni fa", ha ripetuto Casini, "la politica non può prendere in giro i lavoratori e gli italiani"
25/03/08
13:20 WSJ: "Berlusconi più corporativo che liberale in economia"
La vicenda Alitalia dimostra che Silvio Berlusconi "si è rivelato essere più un corporativo, contrario alla concorrenza del libero mercato, piuttosto che un liberale in economia disposto a fare quello di cui l'Italia ha bisogno per riavviare la sua zoppicante economia". E' quanto sostiene il 'Wall Street Journal', edizione europea, in un editoriale dal titolo 'Silvio e Alitalia'.
16:07 Veltroni: "Si sta giocando Alitalia su tavolo da poker"
"Sul tavolo da poker della vita politica e della campagna elettorale viene giocato tutto, anche il lavoro di migliaia di persone ma questo è inaccettabile". Il leader del Pd Walter Veltroni interviene da Trapani sulla vicenda Alitalia e critica la possibilità di strumentalizzazioni politiche.
26/03/08
12:28 Montezemolo: amarezza per Alitalia tema di campagna elettorale
Il presidente della Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, ha espresso "amarezza" per il fatto che Alitalia sia diventata "un tema della campagna elettorale". Per il numero uno di viale dell'Astronomia, l'importante "è che gli imprenditori possano andare in giro per il mondo dagli aeroporti giusti e con compagnie competitive".
17:25 Berlusconi: "Cordata italiana a breve farà offerta"
"La cordata italiana per Alitalia non è qualcosa di campato in aria: oggi ci sono alcuni nomi di imprenditori impegnati su questo fronte che non posso fare per dovere di riservatezza". Lo afferma il leader del Pdl Silvio Berlusconi appena giunto a Viterbo per una iniziativa elettorale. "Fra qualche giorno - prosegue - questi nomi saranno conosciuti da tutti, perchè faranno certamente un'offerta impegnativa".
28/04/08
11:24 Di Pietro: Finanziatori italiani? "Li ho conosciuti da pm"
Antonio Di Pietro, ospite di Repubblica-Radio Tv ha detto: "Ci sono presunti finanziatori italiani che tra l'altro ho conosciuto in altre circostanze, quando facevo il pm" (ligresti)
19:15 Berlusconi: "Nostro governo dirà no a Air France"
"Non possiamo assolutamente accettare che Alitalia sia venduta ad Air France e per questo, lo diciamo chiaro anche agli amici francesi, quando saremo al governo il nostro governo non vorrà concludere una trattativa alle condizioni che abbiamo conosciuto prima del 13 di aprile e quando saremo al governo lanceremo un appello a tutti gli imprenditori italiani e voglio vedere quale sarà l'imprenditore che si negherà di dare un apporto in nome dell'orgoglio e dell'interesse nazionale". Lo ha detto Silvio Berlusconi, alla manifestazione delle donne del Pdl.
02/04/08
12:15 Berlusconi: "Con vendita ad Af i turisti andranno solo a Parigi"
Silvio Berlusconi torna sulla questione Alitalia con una battuta: "Se la vendiamo ad Air France i turisti finiranno con l'andare solo a Parigi", ha detto il candidato premier del Pdl parlando di fronte alla platea dell'Ance.
03/04/08
21:20 Cda Alitalia: "Proposta AirFrance sempre valida"
Il Cda di Alitalia continua a ritenere l'offerta di Air France "idonea ad assicurare ad Alitalia il ritorno ad una crescita profittevole". E' quanto si legge in una nota diffusa al termine della riunione del Cda
04/04/08
14:31 Formigoni: "Il consulente di Berlusconi ha già dei nomi"
Bruno Ermolli, il consulente che su incarico di Silvio Berlusconi sta sondando il campo sulla possibilità di una cordata italiana per l'acquisto di Alitalia, avrebbe già in mano i nomi di alcuni imprenditori interessati. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, parlando di Alitalia. "Ce ne sono taluni forti che si sono rivolti anche a me - ha detto -. Il dottor Ermolli che sta seguendo la vicenda ha in mano i nomi".
22/04/08
09:23 Stampa francese, le ragioni dell'addio di Air France
Air France-KLM "getta la spugna" sul dossier Alitalia, annuncia stamani la stampa economica francese che ritiene ormai "più che improbabili" le nozze tra le due compagnie. Al quotidiano 'Les echos' fonti del gruppo franco-olandese spiegavano che "questo 'no' definitivo all'acquisto di Alitalia era dovuto alla nuova fiammata dei prezzi petroliferi". "Difficile" però, sostiene il giornale, "non vederci anche l'effetto dell'arrivo al potere in Italia di Silvio Berlusconi" che anche se negli ultimi giorni non escludeva più la soluzione Air France-KLM, aveva criticato il progetto in modo "virulento" durante la campagna elettorale.
15:16 Lupi: "Ritiro di Air France dimostra fallimento di Prodi"
"Il ritiro di Air France dalla trattativa per l'acquisizione di Alitalia dimostra quanto Prodi abbia clamorosamente fallito perseverando nell'errore di navigare a vista". Lo afferma Maurizio Lupi di Forza Italia. "Il governo - rileva - non avrebbe dovuto infatti portare avanti un negoziato esclusivo con il gruppo francese creando ostacoli e rallentando la formazione di cordate alternative di imprenditori interessati ad Alitalia. Adesso sarà il nuovo esecutivo ad occuparsi della vicenda gestita in modo dilettantesco e ambiguo dal centrosinistra e a valutare la possibilità di mettere in pista, conti alla mano, la soluzione di un prestito ponte in attesa che vengano definiti i contorni di una nuova offerta".

Siamo al 23 maggio, i lavoratori dell'Alitalia ringraziano vivamente il Cavaliere, lui le promesse le mantiene sempre!!

Luca Teolato

giovedì 22 maggio 2008

E non dite che non ve l'avevo detto....

Roma 22/05/2008
E non dite che non ve l'avevo detto
Eccoci, come previsto le "priorità" del Paese vengono subito affontate: il Presidente del Consiglio si fa una legge a suo uso e consumo. Questa volta il governo ha presentato una proposta criminogena per salvare Rete4. Ancora una volta saranno gli italiani a pagare per Silvio Berlusconi. E’ stato infatti presentato un emendamento per aggirare la sentenza della Corte di Giustizia europea e quella della Corte Costituzionale italiana, sentenze che danno ragione a Europa7.
Piuttosto che dare immediata esecutività a quella sentenza, come sarebbe avvenuto in qualsiasi Paese democratico, il nostro Governo risponde con un emendamento per aggirarla. Quella gara fu vinta da Europa7 a cui non è stato mai permesso di trasmettere fin dal 1999. Oggi Rete4, se dovesse passare questo emendamento, continuerebbe a farlo, in barba a qualsiasi rispetto delle leggi e delle sentenze.
Berlusconi è un uomo di cui non ci si può fidare e che antepone gli interessi delle sue aziende a quelli della collettività che dovrà pagare 350 mila euro al giorno con effetto retroattivo dal primo gennaio 2006 per vedere Emilio Fede (127 milioni di euro annui, questo il prezzo pagato a Rete 4 dagli italiani). Neanche la sentenza della Corte di Giustizia europea ha più valore nel nostro povero Paese. Questo nuovo governo si è presentato agli occhi degli italiani come il governo della sicurezza, del rispetto delle regole, della legalità, ma è alquanto singolare tutto ciò visto che è il primo a sguazzare tranquillamente nella illegalità. Il patron di Europa 7 nel frattempo attende il riconoscimento di un suo sacrosanto diritto, il prossimo anno festeggerà l'anniversario, 10 anni!! Alla faccia del pluralismo dell'informazione...

Luca Teolato

lunedì 14 aprile 2008

Ai posteri

Roma 14 aprile 2008

Ai posteri

Il Pdl ha vinto, con un grande vantaggio e molti senatori e parlamentari in più rispetto al Pd.
Questo non è un articolo, non è uno sfogo, non è una riflessione: sto scrivendo perché voglio testimoniare il mio disgusto nei confronti del popolo italiano, e desidero figurare in futuro come un cittadino consapevole dei danni che il Cavaliere ha portato e porterà alla nostra, anzi, a questo punto alla mia cara Italia. In una democrazia sana un personaggio come sua Emittenza non si sarebbe potuto neanche candidare, ma questa è una storia vecchia, e purtroppo questo è uno dei gravi cancri del nostro Paese: l’assuefazione a certe anomalie democratiche, quali l’informazione, accompagnata da banche, assicurazioni e tanto altro ancora, in mano ad un Presidente del Consiglio. Questa assuefazione, sia chiaro, non è soltanto colpa dell’ignoranza media del popolo italiano, ma anche della maggior parte dei giornalisti che non sanno neanche cosa significa informare seriamente la gente, o forse lo sanno ma non hanno il coraggio di fare seriamente il proprio dovere, il che è ancora peggio secondo me. I giornali stranieri sono anni, anzi decenni che criticano il Cavaliere per il suo passato oscuro, per le sue numerose vicende giudiziarie, per la sua insofferenza alle regole, per la sua concezione distorta della democrazia, per il suo enorme conflitto di interessi che mina le basi di una corretta conduzione del Paese, visto che più della metà dei problemi e dei fatti su cui legiferare coinvolge direttamente il Cavaliere.
Ora se gli italiani vogliono credere che praticamente il 90% dei giornali europei sono comunisti, come afferma Berlusconi, possono anche farlo, ma a parte quei quattro dementi che sono convinti di questo, chiedo agli altri: non vi viene il sospetto che forse veramente il Cavaliere è inadatto a governare un Paese normale, civile? Personalmente, spesso, in Francia, in Germania, in Inghilterra, mi è capitato di essere preso in giro bonariamente dalle persone, che una volta conosciuto il mio Paese di provenienza, esclamavano ridendo “italiano, ahaha, Berlusconi, mafia…ahaha”. Bé queste esclamazioni sicuramente non mi hanno mai stupito un granché, visto che purtroppo conosco bene la biografia e la storia del Cavaliere, ma quando queste stesse affermazioni ironiche le ho sentite dire ad Istanbul, o a Marrakech un po’ mi sono preoccupato: possibile che lo sappiano anche in Turchia ed in Marocco e in Italia questo personaggio è Presidente del Consiglio??!!
Si è mai domandato qualcuno perché Prodi ha vinto grazie ai voti all’estero: forse perché li i giornali invece di scrivere opinioni, informano con i fatti??
Chiedo ancora agli italiani, se stavano così meglio nel quinquennio 2001-2006 rispetto ai 2 anni del governo Prodi, se sanno che il recupero dell’evasione fiscale fatto dal governo di centro sinistra ha portato miliardi di euro nelle casse dello Stato in questi 2 anni, se sanno che c’è stata una diminuzione consistente del debito pubblico in questi ultimi due anni, debito che nel quinquennio precedente del governo Berlusconi stava aumentando in maniera spropositata, e soprattutto se sanno che diminuire di qualche punto il debito, come ha fatto Prodi, significa pagare decine e decine di miliardi in meno di interessi, ovvero una o due finanziarie in meno che servono solo a pagare questo debito maledetto che non ci permette di essere un Paese normale come la Francia o la Germania. Spesso sento dire dalle persone che non gli importa un fico secco del debito, che vogliono vedere le proprie buste paga aumentare, o le tasse diminuire, ma forse dovrebbero capire una buona volta, che se dobbiamo pagare 70 miliardi all’anno soltanto di interessi per il debito pubblico spaventoso che abbiamo, tutto questo non sarà mai possibile.
Sto scrivendo a getto, non so neanche se sto dicendo tutto quello che vorrei dire in questo momento, non so se sia comprensibile il mio pensiero, so solo che gli italiani si renderanno conto fra qualche mese, al massimo fra qualche anno, dell’errore madornale che hanno compiuto in questa tornata elettorale: prima del precedente governo Berlusconi, prima del 2001 per intenderci, non venivamo da una situazione disastrosa come quella odierna, in quei 5 anni il Cavaliere ha fatto di tutto, dalle sue numerose leggi ad personam ai condoni e condonini vari, ma poiché la situazione di partenza non era catastrofica siamo rimasti in piedi, questa volta purtroppo andremo tutti a gambe all’aria, ricordando inoltre che avremo da settembre 2009, se l’Italia non rispetta la sentenza della Corte di Giustizia Europea (che ha decretato che Europa 7 deve prendere il posto di una rete di Berlusconi, visto che ha vinto la gara di assegnazione delle frequenze di una rete del Cavaliere nel lontano 1999) , 900000 euro di multa al giorno, 328 milioni di euro all’anno solo per mantenere la Tv, presumibilmente Rete 4, di sua Emittenza.
Per ora mi fermo qui, sicuramente questo non è tra i miei miglior articoli ma è tra i più accorati e, scusatemi il termine, “incazzati”.
Chi vivrà vedrà, non ho la palla di vetro, ma questa volta purtroppo ho la certezza che i prossimi anni saranno veramente duri. Per quanto mi riguarda, come fino a questo momento ho fatto, cercherò di informare il più possibile per quello che è nelle mie possibilità e cercherò di fare con tutti i mezzi e le forze che ho un documentario serio e completo su Silvio Berlusconi, che ho sempre considerato e considero il male assoluto, il principale cancro del nostro Paese e della nostra fragile democrazia.

Luca Teolato

venerdì 11 aprile 2008

Le ultime cartucce

Le ultime cartucce

Roma 11/04/08

Il Cavaliere in questi ultimi giorni di campagna elettorale sta sparando le ultime cartucce, dice qualsiasi cosa gli passi per la testa, purché si parli di lui. Secondo me questo non è il comportamento di un uomo sicuro di avere la vittoria in tasca, come lui afferma dall’inizio della campagna elettorale. Una persona convinta di vincere non alzerebbe i toni come sta facendo sua Emittenza, lascerebbe scorrere questi ultimi giorni di campagna elettorale parlando di contenuti, aspettando con serenità il giorno del trionfo. Forse mi sbaglio, ma ho la sensazione, e forse anche la convinzione, visti anche gli indiretti appelli al voto mafioso (Mangano è un eroe), che Berlusconi senta che il 14 aprile potrebbe essere la fine, e stia cercando in tutti i modi di mischiare le carte, aspettando di lanciare un coup de théâtre questa sera nell’ultimo appello al voto. Sono mie sensazioni, dovute a ragionamenti ed anche alla conoscenza approfondita che ho del Cavaliere, ovviamente per motivi giornalistici. Mai l’esito elettorale è stato più incerto, con un rimescolamento degli schieramenti mai visto ed un 30% di italiani indecisi; forse le elezioni post-tangentopoli da questo punto di vista assomigliano alla situazione odierna ma quella era un'altra storia.
Alcune certezze però ci sono, e bisogna dirle e cercare di diffonderle il più possibile. Mangano non è stato un eroe ma un mafioso denunciato, condannato ed arrestato più volte, anche prima di essere assunto nella villa di Arcore, per assegni a vuoto, truffa, lesioni, ricettazione, estorsione, rapporti con narcotrafficanti e mafiosi, e nel 1980 condannato definitivamente per associazione a delinquere con Cosa Nostra nel processo Spatola e poi per traffico di droga nel maxiprocesso istruito da Falcone e Borsellino, anche grazie ad un intercettazione telefonica tra lui e Dell’Utri in cui si parla di un cavallo. Borsellino ha detto più volte che Mangano chiamava cavalli le partite di droga, infatti Mangano un mese dopo la telefonata finisce dentro per mafia e droga appunto. L’assunzione ad Arcore di Mangano, secondo il Tribunale di Palermo, che nel 2004 ha condannato Dell’Utri a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, avvenne nella sede Edilnord a Milano; presenti Berlusconi, Dell’Utri e i capimafia Bontate, Teresi e Di Carlo. Nel 1999 Mangano finisce di nuovo in carcere, stavolta per tre omicidi, e condannato in primo grado a due ergastoli poco prima di morire; forse sua Emittenza quando si riferisce al fatto che Mangano non sia mai stato condannato definitivamente, si riferisce a questo ultimo processo ma si dimentica le numerose condanne definitive passate, sarà l’età? Questi sono fatti, non chiacchere ed inoltre un autentico EROE della nostra repubblica quale è stato Borsellino ha definito Mangano “la testa di ponte della mafia al Nord”, e sinceramente, senza offesa per il Cavaliere, le sue parole, sono più credibili di una persona come Dell’Utri o come lo stesso Berlusconi.
Un'altra certezza, un altro dato inconfutabile, è che i governi che hanno cambiato, rivisto, imposto libri dall’alto, come si appresta a fare un eventuale governo Berlusconi in merito all’analisi storica della resistenza, sono stati i governi dittatoriali di destra e di sinistra, dall’URSS alla Spagna di Franco, e non governi democratici e liberali che non hanno mai interferito sul lavoro degli intellettuali: il Cavaliere che si riempie la bocca della parola libertà tutti i giorni, che ha un partito che si chiama “Il Popolo della Libertà”, dovrebbe saperlo bene, sarà l’età?
Cavaliere, non so a Milano, ma a Roma si dice “le chiacchere stanno a zero”.

Luca Teolato

sabato 29 marzo 2008

Il Cavaliere ha ragione, pericolo brogli ma....

Roma 29 marzo 2008

IL CAVALIERE HA RAGIONE, PERICOLO BROGLI IMMINENTE!

Palermo, arrestati presidenti di seggi, falsificarono 500 schede per favorire una lista di Cammarata, candidato della Cdl.

Il Cavaliere, come da copione, ha denunciato di nuovo il pericolo dei brogli, annunciando un esercito di 120000 persone che vigileranno nei seggi per evitare che la sinistra possa alterare il risultato elettorale.
Vorrei ricordare innanzitutto al Cavaliere che nei seggi, fino allo spoglio delle schede, vi possono stare solamente i componenti del seggio stesso, e i “legionari azzurri”, come lì chiamò nella campagna elettorale del 2006 quando denunciò la medesima cosa anche se al governo c’era la Cdl, non potrebbero controllare un bel niente prima dello scrutinio.
E’ un fatto alquanto singolare che mentre sua Emittenza denuncia il pericolo brogli, vengano arrestati a Palermo due presidenti di seggio, accusati per l’appunto proprio di brogli elettorali nelle amministrative del maggio 2007 che hanno visto il sindaco della Casa della libertà Cammarata vincere le elezioni.
Dall’urna dei seggi in questione sono uscite delle schede tutte con la stessa calligrafia e tre nomi in particolare: quelli dei candidati della lista “Azzurri per Palermo”, che sostenevano il futuro sindaco di Forza Italia. A urne chiuse, il candidato sindaco del centrosinistra, Leoluca Orlando, aveva presentato un esposto, ed ora le indagini del sostituto procuratore Maria Foti hanno portato all’arresto di due presidenti di sezione, i quali avrebbero alterato verbali e comunicazioni per giustificare 500 schede in più rispetto al numero dei votanti iscritti nei seggi di loro competenza.
E’ un fatto altrettanto singolare che il “paladino” del voto utile Berlusconi abbia varato, nel suo precedente governo, una riforma che ha ridotto a due anni la prescrizione per reati inerenti all’alterazione del voto elettorale.
I responsabili dei brogli a Palermo rischiano una condanna fino a 8 anni per i reati commessi, ma grazie alla riforma del governo Berlusconi fra un anno potranno godere del beneficio della prescrizione e, con i tempi della giustizia italiana, sappiamo bene che le condanne per questi signori sono solamente un timido spauracchio.
Forse il Cavaliere, invece di invadere i seggi con il suo esercito dei 120000 per difendere il voto pulito, invece di evocare ogni giorno il pericolo dei brogli, potrebbe iniziare a mantenere le pene ad un livello decente di deterrenza per questo tipo di reati e non facilitare i suddetti reati, facendo riforme che varano di fatto l’impunibilità di certi illeciti.
E’ un po’ difficile riuscire a combattere i brogli elettorali quando si permette di farla franca a chi li commette, così come può risultare difficile combattere l’evasione quando si fanno condoni o si depenalizza il falso in bilancio.

Luca Teolato

domenica 16 marzo 2008

Damiano Tommasi, una bella persona...



Numberten, anno IV, numero 3-marzo 2007, rivista mensile del quotidiano “Il Romanista”


LA VITA SPAGNOLA DI DAMIANO, DONATORE DI MIDOLLO E TESTIMONIAL DIMOS: «CHE BELLO ESSERE ESCLUSO SOLTANTO PER SCELTA TECNICA»

Con Tommasi a Valencia: «Roma fa parte di me, essere andato via in quel modo è la sconfitta più amara della mia carriera sportiva»

di LUCA TEOLATO

In viaggio per Valencia è bello pensare alle tracce che Damiano Tommasi ha lasciato a Roma. Quelle lievi, quelle solide, quelle incancellabili. Dai fischi al trionfo tricolore, dall’infortunio al secondo debutto, dalle incertezze alla Nazionale, Damiano a Roma ha vissuto tutto. Chissà oggi, giocatore del Levante, che ricordo ne ha.
Innanzitutto come stai e soprattutto come va il ginocchio?
«Sto bene, il ginocchio pure, non mi ha dato nessun problema fino adesso».
Sei soddisfatto, fino ad ora, dell’esperienza spagnola?
«Si, mi trovo bene, sono soddisfatto dell’esperienza e soprattutto del fatto di essere in un paese diverso, di dover imparare lo spagnolo e un altro modo di giocare a calcio. Mi è capitato anche di rimanere fuori dai titolari però la cosa buona è che ciò dipende da scelte tecniche e non dai miei infortuni. Il fatto di non giocare per scelta tecnica non mi pesa».
Ti manca Roma e soprattutto ti manca la Roma?
«A Roma vengo spesso, ho metà di me stesso visto che la mia famiglia è a Roma, le mie bambine vanno a scuola a Roma, mia moglie con le bambine e l’ultimo nato sono a Roma. E’ come chiedermi se mi manca Verona, se mi manca la famiglia dove sono cresciuto. Vivo così il passato e godo di quello che c’è stato di positivo, quello che c’è stato di negativo cerco di farlo fruttare perché mi dia qualche insegnamento per il futuro. Roma città la vedo spesso, mentre la Roma la seguo da tifoso e sono proiettato verso quello che oggi mi viene richiesto qui nel Levante».
Qualche rimpianto dell’esperienza in giallorosso?
«Qualche rimpianto si, nel senso che poteva andare diversamente e anche per il fatto di non averla conclusa nel migliore dei modi: questa è la sconfitta più amara della mia carriera perché di fatto non è dipeso da me ed è stato un risultato negativo per la mia professione. E’ stato obiettato che le sconfitte sono cose diverse, forse è la delusione quella che voglio descrivere. Di fatto, sportivamente, ho visto che non hanno vinto le idee che volevo io, il modo di concepire il calcio, il rapporto interpersonale. Quindi, in questo senso, è stata una sconfitta e forse questo è il rimpianto più grande che ho dell’esperienza romana».
Il ricordo più bello?
«Ne ho tanti. Sicuramente il fatto di essermi ripreso dopo un infortunio molto grave, di essere rientrato da titolare nello stadio che mi aveva visto protagonista negli ultimi anni ad alti livelli prima dell’infortunio e, in meno di due minuti, di riuscire a fare gol: sono i ricordi che più sono rimasti impressi nella mia mente. Come ha detto mia moglie, ho potuto dare un messaggio, un timbro di garanzia, di solidità e di integrità fisica all’esterno per quello che avevo passato, per quello che è stato il mio infortunio e la successiva rieducazione, per quello che è stato il mio ritorno alla Roma».
Credi ci siano delle possibilità di rivederti con qualche ruolo nella Roma?
«Nella Roma-calcio come giocatore, credo di no, non hanno certo bisogno di me, però mai dire mai. E poi l’ambiente di Roma non mi sembra che sia cambiato molto rispetto al passato: se i motivi che mi hanno fatto andare via l’anno scorso erano così seri, non credo che siano cambiati nel giro di sei mesi. Se così fosse, sarebbe stato poco serio da parte mia andare via così».
Quindi escluderesti anche un ritorno in altre vesti magari da dirigente?
«Questo è un pensiero che magari faccio a metà nel senso che non ha ancora pensato se fare il dirigente, l’allenatore, il direttore, il presidente o qualsiasi altra figura nel mondo del calcio, non l’ho pensato perché sto impegnandomi nel giocare a calcio. Sicuramente quello che non mi andava di Roma e quello che ha cambiato anche il mio atteggiamento nei confronti della Roma non è tanto l’aspetto del campo, quanto l’ambiente di lavoro e quindi tornare nello stesso ambiente anche in un’altra veste, se l’ambiente non è congeniale, non penso che sia possibile».
Credi che Totti ce la farà a vincere il Pallone d’Oro o pensi che il treno sia ormai passato?
«No, ha le carte in regola per vincerlo. Il premio è una conseguenza di quello che si fa con il club: da soli non si vince nel senso che deve essere la squadra che permette di ottenere quei risultati che poi fanno prendere in considerazione Totti invece che Henry o Raul o altri giocatori».
Come vedi il calcio italiano, pensi che abbia intrapreso la giusta via per un rinnovamento serio?
«Non so, ho l’impressione che la passione della gente conti più delle scelte istituzionali, dirigenziali. Non so se siano state fatte delle scelte serie per cambiare rotta. E’ anche da vedere se la rotta era da cambiare o se erano certi comportamenti che dovevano mutare. Questo rinnovamento mi sembra che tarda a venire anche perché le persone ai vertici sono più o meno sempre le stesse».
Roma ti ricorda anche per la tua attenzione ai più deboli, che cosa ti è rimasto dentro delle tue esperienze di solidarietà in Italia?
«Sono ancora in contatto con alcune iniziative che seguivo a Roma: sento abbastanza frequentemente il cappellano di Rebibbia e Suor Paola. Sia io che mia moglie ci diamo da fare per alcune iniziative: sono in contatto con i ragazzi del progetto Filippide, atleti disabili mentali, e recentemente, facendo parte della giuria dell’Altro Pallone, abbiamo premiato una iniziativa di cui avevo avuto modo di conoscere i protagonisti a Roma che è quella dei “Matti per il calcio”, un film che poi è diventato un libro su un gruppo di ragazzi seguiti dalla ASL – Dipartimento della Salute mentale – di Roma. Anche dalla Spagna cerco di seguire, per quanto è possibile, le iniziative di Roma».
Hai l’opportunità di impegnarti nel sociale anche a Valencia coinvolgendo il mondo del calcio?
«A dir la verità qui sono nuovo per il mondo del calcio e non ho molti contatti. A Natale però ho avuto modo di frequentare l’associazione Mano amica che qui a Valencia aiuta gli extracomunitari che si sono trasferiti in Spagna e che hanno un figlio o il papà o la mamma ed il coniuge è rimasto nel paese d’origine: sono quindi in paese straniero con figli e hanno difficoltà ad inserirsi. L’associazione cerca di aiutare questo inserimento graduale degli extracomunitari».
Hai aderito alla DIMOS (Donatori Italiani Midollo Osseo), sei pronto a donare il midollo a favore di un malato di leucemia?
«L’ho fatto per essere pronto nell’eventualità che servisse. Sono stato anche chiamato una seconda volta ad un controllo perché ad un primo screening sono risultato compatibile con una persona che stava aspettando il midollo da una donatore e poi non ho passato il secondo screening perché non sono risultato compatibile. Ho iniziato a pensare seriamente al fatto di poter salvare una vita quando sono stato richiamato la seconda volta».
Damiano, cosa farai da grande?
«Il papà sicuramente: ho un bel da fare. Sono qui a Valencia da 7 mesi, ho ancora quasi un anno e mezzo di contratto, l’obiettivo è quello di onorarlo e di riuscire a farlo in serie A nella Liga Spagnola. Per far questo dobbiamo salvarci e per ora prendo questo mio impegno nella speranza che l’anno prossimo ci sia anche la mia famiglia qua»
Il tuo sogno resta sempre lo stesso? Citiamo da un tuo articolo: “Disturbando Martin Luther King mi sento di dire che anch’io ho un sogno… vedere due squadre, insieme al centro del campo, vincitori e vinti ugualmente sereni, salutare il pubblico al triplice fischio come si usa in un qualsiasi teatro alla fine dello spettacolo; sentire un allenatore arrabbiarsi col suo attaccante cascatore; sentire uno stadio intero applaudire i vincitori perché più bravi, senza badare al colore della maglia; vedere un tifoso complimentarsi con l’arbitro che giustamente ha fischiato un fallo contro; leggere che il risultato non è dipeso dalle decisioni arbitrali; sentire solo cori d’incitamento per la propria squadra e non contro la squadra avversaria; vedere uno stadio disertato dalle forze dell’ordine perché non servono… anch’io ho un sogno”.
«Non è cambiato».

Luca Teolato

venerdì 14 marzo 2008

Ma perchè nessuno comprende il sense of humor del Cavaliere?!

Roma 14/03/2008


Il 12 marzo 2008 nel corso della rubrica Tg2 Punto di vista Silvio Berlusconi propone la ricetta contro la precarietà e suggerisce a una ragazza come risolvere i problemi che comporta l'assenza di un lavoro stabile: sposare un milionario, magari suo figlio Piersilvio.
Scoppia giustamente il caso e un’indignazione diffusa serpeggia tra i politici e la società civile; addirittura un esercito di precari e precarie ha deciso di prendere in parola i consigli del Cavaliere. Avendo tutti i requisiti richiesti, dalla condizione di co.co.pro a quella di un sorriso dolce, rassicurante e magnetico, chiedono di sposare il figlio o le figlie o in alternativa, di essere da lui mantenuti. Ma come, questi giovani non hanno proprio sense of humor!!?? Sono peggio della sinistra che, secondo il Cavaliere, non capisce proprio le battute di spirito, non ci arriva!
Forse il Cavaliere ci dovrebbe spiegare il suo sense of humor, lo dovrebbe chiarire a quella metà del Paese “cogliona” che, alle politiche del 2006, ha votato a sinistra, al mondo arabo che si è un “po’ incazzato” quando, all’indomani dell’attentato a Madrid, Berlusconi ha dichiarato”ma secondo me è stata l’ETA, non possono essere stati quei quattro beduini di Al-Qaeda”, oppure lo potrebbe spiegare anche alle sorelle di Falcone e Borsellino e a tutti i parenti di magistrati uccisi, dilaniati dalla mafia, quando nel settembre 2003 disse “i giudici sono persone mentalmente disturbate, altrimenti non potrebbero fare quel lavoro” suscitando l’indignazione di mezza Italia.
Ma il Cavaliere, dovrebbe spiegare il suo sense of humor anche ai cittadini europei e soprattutto ai membri del Parlamento Europeo e ai parenti delle vittime dell’olocausto, quando nel 2003 diede del Kapò nazista al parlamentare europeo Schulz, che gli aveva posto semplicemente delle domande su Bossi, sull’enorme conflitto di interessi del Cavaliere e su alcune decisioni da prendere per snellire la cooperazione europea per una giustizia più efficiente e per l’istituzione di una procura europea che l’Italia tardava a varare (quando si parla di migliorare la giustizia a Berlusconi viene la pelle d’oca), suscitando le proteste vibranti dei parlamentari e le richieste immediate di scuse durante il dibattito, scuse che il Cavaliere negò, giustificando la frase infelice affermando che aveva detto tutto ciò con “ironia” e che Schulz invece aveva posto le questioni con “cattiveria”!
Ora, forse io non capisco il grande sense of humor di Berlusconi, ma mi conforta pensare che non sono il solo, sono stato e sono in buona compagnia e forse il Cavaliere dovrebbe rivedere lui cosa significa humor, quale è il senso di questa parola, e soprattutto cercare di capire che certi argomenti, quali l’olocausto, e certe circostanze, quali le tensioni fra occidente e medio oriente o il dramma che i giovani precari italiani stanno vivendo, non permettono battute di spirito ad un rappresentante delle istituzioni.

se volete fare istanza di matrimonio con il Cavaliere o un familiare questo è il link del modulo
http://download.repubblica.it/pdf/2008/istanza_di_matrimonio.pdf
Luca Teolato

Lo smemorato di Cologno

Roma 14/03/2008


Dopo aver candidato al Senato il fascista-pluripregiudicato Ciarrapico, Berlusconi cerca di minimizzare il fatto dichiarando che "Ciarrapico è solo uno dei mille candidati del Popolo delle libertà, è un indipendente che non conterà niente nella politica del Ppe che è anticomunista, antifascista, antitotalitario". Piuttosto, incalza il Cavaliere, "vogliamo allora parlare dei comunisti nelle liste del Pd e dei loro misfatti?". Perchè, ce ne sono? "Quelle liste sono piene di comunisti" taglia corto il Cavaliere che se la prende con i giornalisti: "Ciarrapico vi fa comodo quando portava via i giornali da Berlusconi e li consegnava a De Benedetti e Caracciolo. Vi ricordate che è fascista solo quando vi fa comodo". Piano Cavaliere, l’ira può fare brutti scherzi, forse è meglio rinfrescarle un po’ la memoria. A metà degli anni '80 Silvio Berlusconi acquisisce quote sempre più consistenti della Mondadori, rimanendo tuttavia un socio di minoranza. Nel 1988 acquista le azioni di Leonardo Mondadori e dichiara che da quel momento in poi assumerà un ruolo di primo piano nella gestione della società editoriale. Con l'acquisto delle azioni di Leonardo Mondadori ora la Arnoldo Mondadori Editore è in mano a 3 soggetti, la Fininvest di Silvio Berlusconi, la CIR di Carlo De Benedetti e la famiglia Formenton (gli eredi di Arnoldo Mondadori). Carlo De Benedetti non approva l'idea di Berlusconi di amministrare personalmente la società e corre ai ripari stipulando un'alleanza con la famiglia Formenton, in pratica De Benedetti riesce a convincere i Formenton a sostenerlo e a vendergli le azioni dell'azienda entro il 30 Gennaio 1991.
Nel Novembre 1989 la famiglia Formenton cambia radicalmente idea e si schiera dalla parte di Berlusconi, consentendo al magnate della Fininvest di insediarsi come nuovo presidente della compagnia il 25 Gennaio 1990, De Benedetti protesta, forte dell'accordo scritto stabilito pochi mesi prima con i Formenton, ma i vari schieramenti non trovano un accordo soddisfacente per tutti e si decide quindi di ricorrere ad un Lodo Arbitrale (l'arbitrato è una modalità di soluzione stra-giudiziale, cioè senza ricorso a processo ordinario, delle controversie civili e commerciali).
Il 20 Giugno 1990 si ha il primo inequivocabile verdetto: l'accordo tra De Benedetti e i Formenton è ancora valido a tutti gli effetti, le azioni Mondadori devono tornare alla CIR. Come conseguenza immediata di questo verdetto Silvio Berlusconi lascia la presidenza di Mondadori ed i suoi dirigenti Fininvest lo imitano venendo rimpiazzati da quelli dell'ingegner De Benedetti (Carlo Caracciolo, Antonio Coppi e Corrado Passera).
Berlusconi e i Formenton tuttavia non gettano la spugna, e impugnano il lodo arbitrale davanti alla Corte di Appello di Roma, la quale stabilisce che ad occuparsi del caso sarà la I sezione civile. La I sezione civile è presieduta da Arnaldo Valente e il giudice relatore è Vittorio Metta. Il 14 Gennaio del 1991 si chiude la camera di consiglio e la sentenza viene depositata e resa pubblica il 24 gennaio, cioè 10 giorni dopo la chiusura della camera di consiglio. La sentenza annulla il precedente verdetto del lodo arbitrale e consegna nuovamente le azioni della Mondadori in mano alla Fininvest di Berlusconi.
Che c’è di strano direte voi, a cosa deve stare attento il Cavaliere? Bè, il suo avvocato di fiducia Cesare Previti ed altri imputati sono stati condannati definitivamente per corruzione di giudici nel lodo Mondadori il 13 luglio 2007, ed il giudice in questione è proprio Vittorio Metta. La sentenza della Corte di Appello di Roma, che dava ragione a Berlusconi, era una sentenza comprata. Gli acquirenti erano Cesare Previti appunto, Attilio Pacifico e Giovanni Acampora, i soldi della Fininvest del Cavaliere. Almeno 400 milioni di lire consegnati al giudice relatore ed estensore del verdetto, Vittorio Metta, che depositò 168 pagine di motivazione in meno di 24 ore dalla fine della camera di consiglio; gli avranno dato una mano a scriverla gli avvocati della Fininvest Previti, Pacifico e Acampora?! Chi lo sa, comunque un fatto è chiaro: la Fininvest ha comprato la sentenza per avere la Mondatori, e addirittura il giudice Metta, qualche tempo dopo il misfatto, lascia la magistratura e va a lavorare con la figlia Sabrina nello studio di Previti!
E’ curioso come tra i condannati per corruzione manchi colui che ha fornito la provvista per corrompere i giudici e ha beneficiato a tutti gli effetti della sentenza comprata: il Cavaliere (all’epoca del processo per corruzione era Presidente del Consiglio e la Corte d’appello di Milano il 25 giugno 2001 gli ha regalato l’ennesima prescrizione grazie alla generosa concessione delle attenuanti generiche “per le sue attuali condizioni individuali e sociali”).
Cosa c’entra Ciarrapico in tutto questo? Perché fa comodo ai giornalisti e alla sinistra? Ve lo spiego subito; dopo la vittoria di Berlusconi nel 1991 e l’acquisizione della Mondadori da parte del gruppo Fininvest, con una mediazione imposta da Andreotti tramite l’amico Ciarrapico, il Cavaliere restituì parte del maltolto: la Repubblica, l’Espresso e i quotidiani Finegil. Ma ci pensate? Anche la Repubblica e l’Espresso nelle mani di Berlusconi!?
Ora, a parte il fatto che non si comprende assolutamente la somiglianza tra l’evento appena descritto e la candidatura di Ciarrapico al Senato della Repubblica, forse per il Cavaliere sarebbe il caso di non tirar fuori certi argomenti, anche perché, a seguito di questa sentenza per corruzione, l’imprenditore Carlo De Benedetti, a cui la sentenza di Metta portò via la Mondadori, ha annunciato che chiederà il risarcimento di un miliardo di euro e non credo che questa volta gli imputati del processo, Previti e company, accetterebbero di fare i capri espiatori per Berlusconi mettendo mano al portafogli; penso che questa volta “Cesarone” Previti e i suoi compari saranno costretti a ricordare al loro illustre Cavaliere che si è intascato la Mondadori con 16 anni di profitti abusivi e quindi, se qualcuno deve pagare….

Luca Teolato
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