Roma 16 febbraio 2008
Il Cavaliere ieri, al programma TV7 di Raiuno, ha detto che si è battuto perchè Biagi non lasciasse la televisione, ma alla fine ha prevalso nel giornalista il desiderio di poter essere liquidato con un compenso molto elevato. Certamente Berlusconi in questi anni ci ha abituato alle affermazioni più bizzarre e ridicole, spesso siamo rimasti basiti davanti a certe sue dichiarazioni, ma questa volta penso che abbia superato ogni limite della decenza. Vorrei ricordare al Cavaliere, che prima di tutto la sua frase cozza con un dato storico inconfutabile: c'è una lettera di Enzo Biagi, mandata al direttore generale Saccà, nella quale il giornalista, dopo essersi battuto per rimanere alla Rai, chiede di poter lavorare a Raitre con lo stipendio equivalente a quello dell'ultimo giornalista assunto, e che il detto stipendio sia spedito ogni mese ad un istituto di ricovero per persone anziane a Vidiciatico (BO). Il Direttore Generale, lo stesso coinvolto nelle intercettazioni con il Cavaliere per raccomandazioni varie, dove dimostra la sua totale fedeltà e sottomissione all'ex Presidente del Consiglio, alla fine licenzia Biagi con una raccomandata. Penso che questo dato storico parli da se, sulla professionalità e l'amore che quest'uomo aveva per il proprio lavoro; altro che liquidazione. Eliminato ogni dubbio sulle motivazione della scomparsa di Biagi dai palinsesti televisivi, anche se ciò è abbastanza chiaro a tutti da anni, vorrei dire al signor Berlusconi che non tutti ragionano in funzione dei soldi: tanta gente ha passione, professionalità, amore, voglia di cambiare le cose, e non vive in funzione di guadagni sempre maggiori e consistenti ma in funzione di altri valori e parametri di vita.
L'ultima osservazione che volevo fare, che a mio avviso è la più importante, riguarda le modalità ed il contesto nel quale il Cavaliere ha espletato le sue affermazioni: in piena campagna elettorale strumentalizza una vicenda, qual'è l'Editto bulgaro, stravolgendone come suo solito i fatti, e soprattuto infangando la memoria di una persona che non c'è più e che non può rispondere a delle accuse così infamanti e indegne; tutto ciò è inaccettabile e vergognoso. C'è stata la reazione dei familiari, lo sdegno della gente comune c'è e ci sarà, e sicuramente rimarrà il ricordo di una persona, di un giornalista che ha svolto il proprio dovere sino alla fine, con modestia, semplicità e onestà intellettuale che tutto il mondo gli riconosce. Non sono altrettanto sicuro che vi saranno i medesimi sentimenti e la medesima considerazione per il Cavaliere quando passerà a miglior vita: la storia è e sarà sempre presente a testimoniare per l'uno e per l'altro, e credo che mi darà ragione.
Luca Teolato
http://www.democrazialegalita.it/lettori/LettereDicembre2007_gennaio2008.htm
sabato 23 febbraio 2008
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento