Roma 14 aprile 2008
Ai posteri
Il Pdl ha vinto, con un grande vantaggio e molti senatori e parlamentari in più rispetto al Pd.
Questo non è un articolo, non è uno sfogo, non è una riflessione: sto scrivendo perché voglio testimoniare il mio disgusto nei confronti del popolo italiano, e desidero figurare in futuro come un cittadino consapevole dei danni che il Cavaliere ha portato e porterà alla nostra, anzi, a questo punto alla mia cara Italia. In una democrazia sana un personaggio come sua Emittenza non si sarebbe potuto neanche candidare, ma questa è una storia vecchia, e purtroppo questo è uno dei gravi cancri del nostro Paese: l’assuefazione a certe anomalie democratiche, quali l’informazione, accompagnata da banche, assicurazioni e tanto altro ancora, in mano ad un Presidente del Consiglio. Questa assuefazione, sia chiaro, non è soltanto colpa dell’ignoranza media del popolo italiano, ma anche della maggior parte dei giornalisti che non sanno neanche cosa significa informare seriamente la gente, o forse lo sanno ma non hanno il coraggio di fare seriamente il proprio dovere, il che è ancora peggio secondo me. I giornali stranieri sono anni, anzi decenni che criticano il Cavaliere per il suo passato oscuro, per le sue numerose vicende giudiziarie, per la sua insofferenza alle regole, per la sua concezione distorta della democrazia, per il suo enorme conflitto di interessi che mina le basi di una corretta conduzione del Paese, visto che più della metà dei problemi e dei fatti su cui legiferare coinvolge direttamente il Cavaliere.
Ora se gli italiani vogliono credere che praticamente il 90% dei giornali europei sono comunisti, come afferma Berlusconi, possono anche farlo, ma a parte quei quattro dementi che sono convinti di questo, chiedo agli altri: non vi viene il sospetto che forse veramente il Cavaliere è inadatto a governare un Paese normale, civile? Personalmente, spesso, in Francia, in Germania, in Inghilterra, mi è capitato di essere preso in giro bonariamente dalle persone, che una volta conosciuto il mio Paese di provenienza, esclamavano ridendo “italiano, ahaha, Berlusconi, mafia…ahaha”. Bé queste esclamazioni sicuramente non mi hanno mai stupito un granché, visto che purtroppo conosco bene la biografia e la storia del Cavaliere, ma quando queste stesse affermazioni ironiche le ho sentite dire ad Istanbul, o a Marrakech un po’ mi sono preoccupato: possibile che lo sappiano anche in Turchia ed in Marocco e in Italia questo personaggio è Presidente del Consiglio??!!
Si è mai domandato qualcuno perché Prodi ha vinto grazie ai voti all’estero: forse perché li i giornali invece di scrivere opinioni, informano con i fatti??
Chiedo ancora agli italiani, se stavano così meglio nel quinquennio 2001-2006 rispetto ai 2 anni del governo Prodi, se sanno che il recupero dell’evasione fiscale fatto dal governo di centro sinistra ha portato miliardi di euro nelle casse dello Stato in questi 2 anni, se sanno che c’è stata una diminuzione consistente del debito pubblico in questi ultimi due anni, debito che nel quinquennio precedente del governo Berlusconi stava aumentando in maniera spropositata, e soprattutto se sanno che diminuire di qualche punto il debito, come ha fatto Prodi, significa pagare decine e decine di miliardi in meno di interessi, ovvero una o due finanziarie in meno che servono solo a pagare questo debito maledetto che non ci permette di essere un Paese normale come la Francia o la Germania. Spesso sento dire dalle persone che non gli importa un fico secco del debito, che vogliono vedere le proprie buste paga aumentare, o le tasse diminuire, ma forse dovrebbero capire una buona volta, che se dobbiamo pagare 70 miliardi all’anno soltanto di interessi per il debito pubblico spaventoso che abbiamo, tutto questo non sarà mai possibile.
Sto scrivendo a getto, non so neanche se sto dicendo tutto quello che vorrei dire in questo momento, non so se sia comprensibile il mio pensiero, so solo che gli italiani si renderanno conto fra qualche mese, al massimo fra qualche anno, dell’errore madornale che hanno compiuto in questa tornata elettorale: prima del precedente governo Berlusconi, prima del 2001 per intenderci, non venivamo da una situazione disastrosa come quella odierna, in quei 5 anni il Cavaliere ha fatto di tutto, dalle sue numerose leggi ad personam ai condoni e condonini vari, ma poiché la situazione di partenza non era catastrofica siamo rimasti in piedi, questa volta purtroppo andremo tutti a gambe all’aria, ricordando inoltre che avremo da settembre 2009, se l’Italia non rispetta la sentenza della Corte di Giustizia Europea (che ha decretato che Europa 7 deve prendere il posto di una rete di Berlusconi, visto che ha vinto la gara di assegnazione delle frequenze di una rete del Cavaliere nel lontano 1999) , 900000 euro di multa al giorno, 328 milioni di euro all’anno solo per mantenere la Tv, presumibilmente Rete 4, di sua Emittenza.
Per ora mi fermo qui, sicuramente questo non è tra i miei miglior articoli ma è tra i più accorati e, scusatemi il termine, “incazzati”.
Chi vivrà vedrà, non ho la palla di vetro, ma questa volta purtroppo ho la certezza che i prossimi anni saranno veramente duri. Per quanto mi riguarda, come fino a questo momento ho fatto, cercherò di informare il più possibile per quello che è nelle mie possibilità e cercherò di fare con tutti i mezzi e le forze che ho un documentario serio e completo su Silvio Berlusconi, che ho sempre considerato e considero il male assoluto, il principale cancro del nostro Paese e della nostra fragile democrazia.
Luca Teolato
lunedì 14 aprile 2008
venerdì 11 aprile 2008
Le ultime cartucce
Le ultime cartucce
Roma 11/04/08
Il Cavaliere in questi ultimi giorni di campagna elettorale sta sparando le ultime cartucce, dice qualsiasi cosa gli passi per la testa, purché si parli di lui. Secondo me questo non è il comportamento di un uomo sicuro di avere la vittoria in tasca, come lui afferma dall’inizio della campagna elettorale. Una persona convinta di vincere non alzerebbe i toni come sta facendo sua Emittenza, lascerebbe scorrere questi ultimi giorni di campagna elettorale parlando di contenuti, aspettando con serenità il giorno del trionfo. Forse mi sbaglio, ma ho la sensazione, e forse anche la convinzione, visti anche gli indiretti appelli al voto mafioso (Mangano è un eroe), che Berlusconi senta che il 14 aprile potrebbe essere la fine, e stia cercando in tutti i modi di mischiare le carte, aspettando di lanciare un coup de théâtre questa sera nell’ultimo appello al voto. Sono mie sensazioni, dovute a ragionamenti ed anche alla conoscenza approfondita che ho del Cavaliere, ovviamente per motivi giornalistici. Mai l’esito elettorale è stato più incerto, con un rimescolamento degli schieramenti mai visto ed un 30% di italiani indecisi; forse le elezioni post-tangentopoli da questo punto di vista assomigliano alla situazione odierna ma quella era un'altra storia.
Alcune certezze però ci sono, e bisogna dirle e cercare di diffonderle il più possibile. Mangano non è stato un eroe ma un mafioso denunciato, condannato ed arrestato più volte, anche prima di essere assunto nella villa di Arcore, per assegni a vuoto, truffa, lesioni, ricettazione, estorsione, rapporti con narcotrafficanti e mafiosi, e nel 1980 condannato definitivamente per associazione a delinquere con Cosa Nostra nel processo Spatola e poi per traffico di droga nel maxiprocesso istruito da Falcone e Borsellino, anche grazie ad un intercettazione telefonica tra lui e Dell’Utri in cui si parla di un cavallo. Borsellino ha detto più volte che Mangano chiamava cavalli le partite di droga, infatti Mangano un mese dopo la telefonata finisce dentro per mafia e droga appunto. L’assunzione ad Arcore di Mangano, secondo il Tribunale di Palermo, che nel 2004 ha condannato Dell’Utri a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, avvenne nella sede Edilnord a Milano; presenti Berlusconi, Dell’Utri e i capimafia Bontate, Teresi e Di Carlo. Nel 1999 Mangano finisce di nuovo in carcere, stavolta per tre omicidi, e condannato in primo grado a due ergastoli poco prima di morire; forse sua Emittenza quando si riferisce al fatto che Mangano non sia mai stato condannato definitivamente, si riferisce a questo ultimo processo ma si dimentica le numerose condanne definitive passate, sarà l’età? Questi sono fatti, non chiacchere ed inoltre un autentico EROE della nostra repubblica quale è stato Borsellino ha definito Mangano “la testa di ponte della mafia al Nord”, e sinceramente, senza offesa per il Cavaliere, le sue parole, sono più credibili di una persona come Dell’Utri o come lo stesso Berlusconi.
Un'altra certezza, un altro dato inconfutabile, è che i governi che hanno cambiato, rivisto, imposto libri dall’alto, come si appresta a fare un eventuale governo Berlusconi in merito all’analisi storica della resistenza, sono stati i governi dittatoriali di destra e di sinistra, dall’URSS alla Spagna di Franco, e non governi democratici e liberali che non hanno mai interferito sul lavoro degli intellettuali: il Cavaliere che si riempie la bocca della parola libertà tutti i giorni, che ha un partito che si chiama “Il Popolo della Libertà”, dovrebbe saperlo bene, sarà l’età?
Cavaliere, non so a Milano, ma a Roma si dice “le chiacchere stanno a zero”.
Luca Teolato
Roma 11/04/08
Il Cavaliere in questi ultimi giorni di campagna elettorale sta sparando le ultime cartucce, dice qualsiasi cosa gli passi per la testa, purché si parli di lui. Secondo me questo non è il comportamento di un uomo sicuro di avere la vittoria in tasca, come lui afferma dall’inizio della campagna elettorale. Una persona convinta di vincere non alzerebbe i toni come sta facendo sua Emittenza, lascerebbe scorrere questi ultimi giorni di campagna elettorale parlando di contenuti, aspettando con serenità il giorno del trionfo. Forse mi sbaglio, ma ho la sensazione, e forse anche la convinzione, visti anche gli indiretti appelli al voto mafioso (Mangano è un eroe), che Berlusconi senta che il 14 aprile potrebbe essere la fine, e stia cercando in tutti i modi di mischiare le carte, aspettando di lanciare un coup de théâtre questa sera nell’ultimo appello al voto. Sono mie sensazioni, dovute a ragionamenti ed anche alla conoscenza approfondita che ho del Cavaliere, ovviamente per motivi giornalistici. Mai l’esito elettorale è stato più incerto, con un rimescolamento degli schieramenti mai visto ed un 30% di italiani indecisi; forse le elezioni post-tangentopoli da questo punto di vista assomigliano alla situazione odierna ma quella era un'altra storia.
Alcune certezze però ci sono, e bisogna dirle e cercare di diffonderle il più possibile. Mangano non è stato un eroe ma un mafioso denunciato, condannato ed arrestato più volte, anche prima di essere assunto nella villa di Arcore, per assegni a vuoto, truffa, lesioni, ricettazione, estorsione, rapporti con narcotrafficanti e mafiosi, e nel 1980 condannato definitivamente per associazione a delinquere con Cosa Nostra nel processo Spatola e poi per traffico di droga nel maxiprocesso istruito da Falcone e Borsellino, anche grazie ad un intercettazione telefonica tra lui e Dell’Utri in cui si parla di un cavallo. Borsellino ha detto più volte che Mangano chiamava cavalli le partite di droga, infatti Mangano un mese dopo la telefonata finisce dentro per mafia e droga appunto. L’assunzione ad Arcore di Mangano, secondo il Tribunale di Palermo, che nel 2004 ha condannato Dell’Utri a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, avvenne nella sede Edilnord a Milano; presenti Berlusconi, Dell’Utri e i capimafia Bontate, Teresi e Di Carlo. Nel 1999 Mangano finisce di nuovo in carcere, stavolta per tre omicidi, e condannato in primo grado a due ergastoli poco prima di morire; forse sua Emittenza quando si riferisce al fatto che Mangano non sia mai stato condannato definitivamente, si riferisce a questo ultimo processo ma si dimentica le numerose condanne definitive passate, sarà l’età? Questi sono fatti, non chiacchere ed inoltre un autentico EROE della nostra repubblica quale è stato Borsellino ha definito Mangano “la testa di ponte della mafia al Nord”, e sinceramente, senza offesa per il Cavaliere, le sue parole, sono più credibili di una persona come Dell’Utri o come lo stesso Berlusconi.
Un'altra certezza, un altro dato inconfutabile, è che i governi che hanno cambiato, rivisto, imposto libri dall’alto, come si appresta a fare un eventuale governo Berlusconi in merito all’analisi storica della resistenza, sono stati i governi dittatoriali di destra e di sinistra, dall’URSS alla Spagna di Franco, e non governi democratici e liberali che non hanno mai interferito sul lavoro degli intellettuali: il Cavaliere che si riempie la bocca della parola libertà tutti i giorni, che ha un partito che si chiama “Il Popolo della Libertà”, dovrebbe saperlo bene, sarà l’età?
Cavaliere, non so a Milano, ma a Roma si dice “le chiacchere stanno a zero”.
Luca Teolato
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