Le ultime cartucce
Roma 11/04/08
Il Cavaliere in questi ultimi giorni di campagna elettorale sta sparando le ultime cartucce, dice qualsiasi cosa gli passi per la testa, purché si parli di lui. Secondo me questo non è il comportamento di un uomo sicuro di avere la vittoria in tasca, come lui afferma dall’inizio della campagna elettorale. Una persona convinta di vincere non alzerebbe i toni come sta facendo sua Emittenza, lascerebbe scorrere questi ultimi giorni di campagna elettorale parlando di contenuti, aspettando con serenità il giorno del trionfo. Forse mi sbaglio, ma ho la sensazione, e forse anche la convinzione, visti anche gli indiretti appelli al voto mafioso (Mangano è un eroe), che Berlusconi senta che il 14 aprile potrebbe essere la fine, e stia cercando in tutti i modi di mischiare le carte, aspettando di lanciare un coup de théâtre questa sera nell’ultimo appello al voto. Sono mie sensazioni, dovute a ragionamenti ed anche alla conoscenza approfondita che ho del Cavaliere, ovviamente per motivi giornalistici. Mai l’esito elettorale è stato più incerto, con un rimescolamento degli schieramenti mai visto ed un 30% di italiani indecisi; forse le elezioni post-tangentopoli da questo punto di vista assomigliano alla situazione odierna ma quella era un'altra storia.
Alcune certezze però ci sono, e bisogna dirle e cercare di diffonderle il più possibile. Mangano non è stato un eroe ma un mafioso denunciato, condannato ed arrestato più volte, anche prima di essere assunto nella villa di Arcore, per assegni a vuoto, truffa, lesioni, ricettazione, estorsione, rapporti con narcotrafficanti e mafiosi, e nel 1980 condannato definitivamente per associazione a delinquere con Cosa Nostra nel processo Spatola e poi per traffico di droga nel maxiprocesso istruito da Falcone e Borsellino, anche grazie ad un intercettazione telefonica tra lui e Dell’Utri in cui si parla di un cavallo. Borsellino ha detto più volte che Mangano chiamava cavalli le partite di droga, infatti Mangano un mese dopo la telefonata finisce dentro per mafia e droga appunto. L’assunzione ad Arcore di Mangano, secondo il Tribunale di Palermo, che nel 2004 ha condannato Dell’Utri a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, avvenne nella sede Edilnord a Milano; presenti Berlusconi, Dell’Utri e i capimafia Bontate, Teresi e Di Carlo. Nel 1999 Mangano finisce di nuovo in carcere, stavolta per tre omicidi, e condannato in primo grado a due ergastoli poco prima di morire; forse sua Emittenza quando si riferisce al fatto che Mangano non sia mai stato condannato definitivamente, si riferisce a questo ultimo processo ma si dimentica le numerose condanne definitive passate, sarà l’età? Questi sono fatti, non chiacchere ed inoltre un autentico EROE della nostra repubblica quale è stato Borsellino ha definito Mangano “la testa di ponte della mafia al Nord”, e sinceramente, senza offesa per il Cavaliere, le sue parole, sono più credibili di una persona come Dell’Utri o come lo stesso Berlusconi.
Un'altra certezza, un altro dato inconfutabile, è che i governi che hanno cambiato, rivisto, imposto libri dall’alto, come si appresta a fare un eventuale governo Berlusconi in merito all’analisi storica della resistenza, sono stati i governi dittatoriali di destra e di sinistra, dall’URSS alla Spagna di Franco, e non governi democratici e liberali che non hanno mai interferito sul lavoro degli intellettuali: il Cavaliere che si riempie la bocca della parola libertà tutti i giorni, che ha un partito che si chiama “Il Popolo della Libertà”, dovrebbe saperlo bene, sarà l’età?
Cavaliere, non so a Milano, ma a Roma si dice “le chiacchere stanno a zero”.
Luca Teolato
venerdì 11 aprile 2008
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