Roma 29 marzo 2008
IL CAVALIERE HA RAGIONE, PERICOLO BROGLI IMMINENTE!
Palermo, arrestati presidenti di seggi, falsificarono 500 schede per favorire una lista di Cammarata, candidato della Cdl.
Il Cavaliere, come da copione, ha denunciato di nuovo il pericolo dei brogli, annunciando un esercito di 120000 persone che vigileranno nei seggi per evitare che la sinistra possa alterare il risultato elettorale.
Vorrei ricordare innanzitutto al Cavaliere che nei seggi, fino allo spoglio delle schede, vi possono stare solamente i componenti del seggio stesso, e i “legionari azzurri”, come lì chiamò nella campagna elettorale del 2006 quando denunciò la medesima cosa anche se al governo c’era la Cdl, non potrebbero controllare un bel niente prima dello scrutinio.
E’ un fatto alquanto singolare che mentre sua Emittenza denuncia il pericolo brogli, vengano arrestati a Palermo due presidenti di seggio, accusati per l’appunto proprio di brogli elettorali nelle amministrative del maggio 2007 che hanno visto il sindaco della Casa della libertà Cammarata vincere le elezioni.
Dall’urna dei seggi in questione sono uscite delle schede tutte con la stessa calligrafia e tre nomi in particolare: quelli dei candidati della lista “Azzurri per Palermo”, che sostenevano il futuro sindaco di Forza Italia. A urne chiuse, il candidato sindaco del centrosinistra, Leoluca Orlando, aveva presentato un esposto, ed ora le indagini del sostituto procuratore Maria Foti hanno portato all’arresto di due presidenti di sezione, i quali avrebbero alterato verbali e comunicazioni per giustificare 500 schede in più rispetto al numero dei votanti iscritti nei seggi di loro competenza.
E’ un fatto altrettanto singolare che il “paladino” del voto utile Berlusconi abbia varato, nel suo precedente governo, una riforma che ha ridotto a due anni la prescrizione per reati inerenti all’alterazione del voto elettorale.
I responsabili dei brogli a Palermo rischiano una condanna fino a 8 anni per i reati commessi, ma grazie alla riforma del governo Berlusconi fra un anno potranno godere del beneficio della prescrizione e, con i tempi della giustizia italiana, sappiamo bene che le condanne per questi signori sono solamente un timido spauracchio.
Forse il Cavaliere, invece di invadere i seggi con il suo esercito dei 120000 per difendere il voto pulito, invece di evocare ogni giorno il pericolo dei brogli, potrebbe iniziare a mantenere le pene ad un livello decente di deterrenza per questo tipo di reati e non facilitare i suddetti reati, facendo riforme che varano di fatto l’impunibilità di certi illeciti.
E’ un po’ difficile riuscire a combattere i brogli elettorali quando si permette di farla franca a chi li commette, così come può risultare difficile combattere l’evasione quando si fanno condoni o si depenalizza il falso in bilancio.
Luca Teolato
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