Roma 14/03/2008
Dopo aver candidato al Senato il fascista-pluripregiudicato Ciarrapico, Berlusconi cerca di minimizzare il fatto dichiarando che "Ciarrapico è solo uno dei mille candidati del Popolo delle libertà, è un indipendente che non conterà niente nella politica del Ppe che è anticomunista, antifascista, antitotalitario". Piuttosto, incalza il Cavaliere, "vogliamo allora parlare dei comunisti nelle liste del Pd e dei loro misfatti?". Perchè, ce ne sono? "Quelle liste sono piene di comunisti" taglia corto il Cavaliere che se la prende con i giornalisti: "Ciarrapico vi fa comodo quando portava via i giornali da Berlusconi e li consegnava a De Benedetti e Caracciolo. Vi ricordate che è fascista solo quando vi fa comodo". Piano Cavaliere, l’ira può fare brutti scherzi, forse è meglio rinfrescarle un po’ la memoria. A metà degli anni '80 Silvio Berlusconi acquisisce quote sempre più consistenti della Mondadori, rimanendo tuttavia un socio di minoranza. Nel 1988 acquista le azioni di Leonardo Mondadori e dichiara che da quel momento in poi assumerà un ruolo di primo piano nella gestione della società editoriale. Con l'acquisto delle azioni di Leonardo Mondadori ora la Arnoldo Mondadori Editore è in mano a 3 soggetti, la Fininvest di Silvio Berlusconi, la CIR di Carlo De Benedetti e la famiglia Formenton (gli eredi di Arnoldo Mondadori). Carlo De Benedetti non approva l'idea di Berlusconi di amministrare personalmente la società e corre ai ripari stipulando un'alleanza con la famiglia Formenton, in pratica De Benedetti riesce a convincere i Formenton a sostenerlo e a vendergli le azioni dell'azienda entro il 30 Gennaio 1991.
Nel Novembre 1989 la famiglia Formenton cambia radicalmente idea e si schiera dalla parte di Berlusconi, consentendo al magnate della Fininvest di insediarsi come nuovo presidente della compagnia il 25 Gennaio 1990, De Benedetti protesta, forte dell'accordo scritto stabilito pochi mesi prima con i Formenton, ma i vari schieramenti non trovano un accordo soddisfacente per tutti e si decide quindi di ricorrere ad un Lodo Arbitrale (l'arbitrato è una modalità di soluzione stra-giudiziale, cioè senza ricorso a processo ordinario, delle controversie civili e commerciali).
Il 20 Giugno 1990 si ha il primo inequivocabile verdetto: l'accordo tra De Benedetti e i Formenton è ancora valido a tutti gli effetti, le azioni Mondadori devono tornare alla CIR. Come conseguenza immediata di questo verdetto Silvio Berlusconi lascia la presidenza di Mondadori ed i suoi dirigenti Fininvest lo imitano venendo rimpiazzati da quelli dell'ingegner De Benedetti (Carlo Caracciolo, Antonio Coppi e Corrado Passera).
Berlusconi e i Formenton tuttavia non gettano la spugna, e impugnano il lodo arbitrale davanti alla Corte di Appello di Roma, la quale stabilisce che ad occuparsi del caso sarà la I sezione civile. La I sezione civile è presieduta da Arnaldo Valente e il giudice relatore è Vittorio Metta. Il 14 Gennaio del 1991 si chiude la camera di consiglio e la sentenza viene depositata e resa pubblica il 24 gennaio, cioè 10 giorni dopo la chiusura della camera di consiglio. La sentenza annulla il precedente verdetto del lodo arbitrale e consegna nuovamente le azioni della Mondadori in mano alla Fininvest di Berlusconi.
Che c’è di strano direte voi, a cosa deve stare attento il Cavaliere? Bè, il suo avvocato di fiducia Cesare Previti ed altri imputati sono stati condannati definitivamente per corruzione di giudici nel lodo Mondadori il 13 luglio 2007, ed il giudice in questione è proprio Vittorio Metta. La sentenza della Corte di Appello di Roma, che dava ragione a Berlusconi, era una sentenza comprata. Gli acquirenti erano Cesare Previti appunto, Attilio Pacifico e Giovanni Acampora, i soldi della Fininvest del Cavaliere. Almeno 400 milioni di lire consegnati al giudice relatore ed estensore del verdetto, Vittorio Metta, che depositò 168 pagine di motivazione in meno di 24 ore dalla fine della camera di consiglio; gli avranno dato una mano a scriverla gli avvocati della Fininvest Previti, Pacifico e Acampora?! Chi lo sa, comunque un fatto è chiaro: la Fininvest ha comprato la sentenza per avere la Mondatori, e addirittura il giudice Metta, qualche tempo dopo il misfatto, lascia la magistratura e va a lavorare con la figlia Sabrina nello studio di Previti!
E’ curioso come tra i condannati per corruzione manchi colui che ha fornito la provvista per corrompere i giudici e ha beneficiato a tutti gli effetti della sentenza comprata: il Cavaliere (all’epoca del processo per corruzione era Presidente del Consiglio e la Corte d’appello di Milano il 25 giugno 2001 gli ha regalato l’ennesima prescrizione grazie alla generosa concessione delle attenuanti generiche “per le sue attuali condizioni individuali e sociali”).
Cosa c’entra Ciarrapico in tutto questo? Perché fa comodo ai giornalisti e alla sinistra? Ve lo spiego subito; dopo la vittoria di Berlusconi nel 1991 e l’acquisizione della Mondadori da parte del gruppo Fininvest, con una mediazione imposta da Andreotti tramite l’amico Ciarrapico, il Cavaliere restituì parte del maltolto: la Repubblica, l’Espresso e i quotidiani Finegil. Ma ci pensate? Anche la Repubblica e l’Espresso nelle mani di Berlusconi!?
Ora, a parte il fatto che non si comprende assolutamente la somiglianza tra l’evento appena descritto e la candidatura di Ciarrapico al Senato della Repubblica, forse per il Cavaliere sarebbe il caso di non tirar fuori certi argomenti, anche perché, a seguito di questa sentenza per corruzione, l’imprenditore Carlo De Benedetti, a cui la sentenza di Metta portò via la Mondadori, ha annunciato che chiederà il risarcimento di un miliardo di euro e non credo che questa volta gli imputati del processo, Previti e company, accetterebbero di fare i capri espiatori per Berlusconi mettendo mano al portafogli; penso che questa volta “Cesarone” Previti e i suoi compari saranno costretti a ricordare al loro illustre Cavaliere che si è intascato la Mondadori con 16 anni di profitti abusivi e quindi, se qualcuno deve pagare….
Luca Teolato
.
venerdì 14 marzo 2008
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento