CONSIDERAZIONI “A CALDO”
Roma 12/10/06
In questi giorni si sta facendo un gran chiasso perché un politico su tre si droga.
Si obietta, giustamente, che è assurdo che i nostri parlamentari si ergano a paladini della moralità, varino una legge di una severità estrema e controproducente e anche se vogliamo antistorica e contro ogni indicazione scientifica, equiparando praticamente le droghe leggere con quelle pesanti, quando loro sono i primi consumatori di queste sostanze.
Io non voglio condannare l’atto in sé (per me un politico come qualsiasi cittadino di questo mondo può tranquillamente farsi una canna ogni tanto) ma sinceramente mi fa un po’ rabbia sapere che i destinatari di questa legge assurda contro le droghe siano i cittadini comuni e invece in parlamento vi è questa sorta di immunità estesa anche (come se non bastassero le altre immunità) al consumo di droghe.
Non voglio aprire un capitolo su proibizionismo o antiproibizionismo, sui vantaggi che mafia e la criminalità hanno dall’illegalità delle droghe, ma ne voglio aprire uno ben più importante secondo me; ma è possibile che si alzi un polverone su una questione del genere, che poi tra l’altro era abbastanza risaputa (non ci volevano le Iene per svelare questo “segreto”) e non si sia mai fatto un dibattito, una puntata televisiva, sul fatto che in parlamento vi sono ben 25 condannati definitivi e una sessantina tra rinviati a giudizio e condannati in primo grado.
Personalmente come cittadino italiano mi preoccupa molto di più questo aspetto, mi preoccupa molto di più che un signore di nome Previti Cesare (FI) (condannato a 6 anni in via definitiva per corruzione di giudici) sia ancora in Parlamento e non si sia ancora decisa l’interdizione da parte della commissione parlamentare dopo 5 mesi dalla condanna!!!
Sono molto preoccupato del fatto che un signore come dell’Utri Marcello (FI) (condannato definitivamente a 2 anni e tre mesi per false fatture e frode fiscale e in primo grado a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa) sia ancora in Parlamento!!
Se la preoccupazione principale dei nostri cari politici fosse l’integrità morale del parlamento, forse il nostro Paese finalmente non sarebbe più una Repubblica delle Banane.
Luca Teolato
venerdì 9 marzo 2007
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